Considerata la vasta tradizione della cultura musicale brasiliana, seconda probabilmente solo a quella americana, nel XX secolo  è stato necessario coniare una etichetta generalista per indicare la musica brasiliana senza dover specificare, cosa peraltro spesso proibitiva, le caratteristiche peculiari di ogni genere o stile, ma sottolineandone invece l'origine, il temperamento, il carattere comune.

La MPB, nella sua accezione più vasta, contiene tutte le caratteristiche della musica prettamente popolare che, come tutta la cultura brasiliana, ha tre anime: quella bianca (europea, portoghese), quella nera (africana) e quella indio. Dalla tradizione musicale europea (barocca, rinascimentale ma anche popolare) la MPB ha ereditato la melodia e la ricchezza armonica; dalla tradizione degli schiavi neri ha attinto il ritmo e gli strumenti (in particolare dalla religiosità dell'Angola); dalla cultura degli indios il temperamento e il carattere.Un po' come è successo negli Stati Uniti per il jazz, con una vicenda parallela, ma del tutto peculiare.

Nonostante sia definita popolare, la MPB è spesso identificata come la musica della classe media. In effetti l'uso della sigla divenne consueto negli anni '50, in un’epoca di rinascita economica, quando la classe media o borghese, quasi esclusivamente bianca, iniziava ad imporsi socialmente in Brasile con un ritardo di qualche decennio rispetto al resto del mondo occidentale. Erano quindi i giovani benestanti, gli studenti universitari, gli stessi che hanno dato vita alla bossa nova, che potevano permettersi di acquistare i dischi, di frequentare i locali dove si suonava la musica più moderna e che potevano più facilmente essere influenzati dalla cultura e dalla musica statunitense ed europea.

La MPB, con questa accezione, ha il suo momento di splendore durante gli anni '60, dopo la nascita della bossa nova, quando i nuovi compositori e musicisti si imposero ad un audience di giovani studenti e a una popolazione intellettualmente e culturalmente emancipata, divenendo uno dei mezzi privilegiati di critica e di opposizione al regime totalitario. Nel contempo la MPB, specialmente con i successi dei festival e degli spettacoli televisivi della seconda metà degli anni '60, divenne il veicolo dei sentimenti nazionalistici e populisti cari al regime, ma nati, peraltro, in epoca democratica, prima della dittatura, ai tempi della rinascita economica degli anni '50 di cui è rimasto simbolo il presidente Juscelino Kubitschek.

I protagonisti di tutta la musica popolare brasiliana sono comunque i sentimenti e gli stati d'animo quasi viscerali che connotano il carattere del popolo: sono la tristezza, la felicità, la saudade (la nostalgia), il pianto. Nella musica brasiliana più autentica compaiono difficilmente la rabbia (tipica di certo blues), la voglia di ribellione (tipica del rock) o l'amore romantico (tipico della canzone europea e statunitense). Sovente si cantano i sentimenti e lo struggimento per la terra, la natura, la storia: spesso con grande poesia, a volte con l'uso di luoghi comuni, di solito con un po' di ironia e con molto divertimento.

Per la musica brasiliana la tristezza e la nostalgia hanno la stessa dignità della felicità: Antonio Carlos Jobim diceva che condividono la stessa bellezza.